Zone erogene, ecco svelata la “mappa del piacere”

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Le zone erogene sono quelle aree del corpo che, se stimolate, producono un profondo piacere e una più significativa eccitazione. Se tuttavia pensate di avere scoperto la chiave per qualsiasi rapporto soddisfacente, vi sbagliate: purtroppo per voi le zone erogene sono diverse da persona a persona, e cambiano altresì le singole modalità di stimolazione e di reazione. Insomma, ognuno ha la sua personalissima mappa del piacere, e decifrarla non è sempre semplice.

Ad ogni modo, siamo qui per aiutarvi e, al tal fine, decifrare alcune delle più comuni zone erogene. Didatticamente, procediamo a distinguere le zone erogene in “primarie” e “secondarie”.

Le zone erogene primarie sono quelle che vengono direttamente correlate all’orgasmo. Sono pertanto delle zone localizzate principalmente nella zona genitale: per l’uomo il glande, per la donna la cervice, l’ano, le labbra vulvari, l’uretra, il punto G, il clitoride e il canale vaginale. Stimolando queste zone produrrete l’invio di messaggi sensoriali di grande piacere alla vostra mente, facendo salire in maniera celere il flusso energetico verso il cervello.

Le zone erogene secondarie sono invece quelle che vengono indirettamente collegate all’orgasmo, ma strettamente correlate a un piacere complessivo. Distinguiamo a nostra volta le zone erogene “extra-genitali”, quelle “para-genitali” (principalmente, la parte inferiore dell’addome, il ventre, il perineo), e infine quelle “genitali” (per l’uomo lo scroto e i testicoli, per la donna il pube e l’ingresso della vagina).

Così come quelle primarie, anche le zone erogene secondarie sono suscettibili di stimoli erotici, soprattutto se applicati con modalità persistenti e continue. La sensibilità è inoltre piuttosto accentuata anche se vengono stimolate non singolarmente ma in simbiosi con altre zone erogene secondarie, o con una zona erogena primaria. Tuttavia, difficilmente la stimolazione delle zone erogene secondarie può condurre, da sola, all’orgasmo: a tal fine, potete utilizzare queste zone secondarie per “giocare” con la vostra partner, conducendola/o ad uno stato di eccitazione molto ampio e coinvolgente!

3 Commenti

  1. rakib 9 marzo 2014
  2. emi 19 aprile 2015
  3. Rodica 24 agosto 2015

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